2015-11-26

Akai ito

La leggenda del filo rosso 赤い糸 (akai ito) del destino, è una credenza molto diffusa in Giappone, che si rifà a un’antica leggenda cinese. 
La leggenda narra che ognuno di noi nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra. Questo filo ci lega indissolubilmente alla persona cui siamo destinati: il grande amore, per noi occidentali la nostra anima gemella. Le due persone così unite, sono destinate a incontrarsi, non importa il tempo che dovrà passare, le circostanze o le distanze che le separano. Perché, il filo rosso, sarà lunghissimo e fortissimo e non si spezzerà mai. Sarà lo stesso destino a tenerlo saldo e unito finché esse non s’incontreranno. 



Durante la Dinastia Tang, un tale di nome Wei, i cui genitori erano morti quand’era molto giovane cercò per tanto tempo una donna da sposare e con cui creare una famiglia, ma non ci riuscì. Una sera, arrivò nella città di Song e in una locanda un uomo gli disse che la figlia del governatore sarebbe stata la donna giusta. L’indomani mattina, Wei incontrò sui gradini di un tempio un vecchio che leggeva un libro in una lingua incomprensibile e gli chiese cosa fosse. Il vecchio rispose che lui veniva dall’aldilà e che era lì per occuparsi delle faccende umane, soprattutto dei matrimoni.
Disse a Wei che la sua anima gemella aveva solo tre anni ora e che avrebbe dovuto aspettare quattordici anni prima di incontrarla e averla tutta per sé. Così Wei, curioso, si fece accompagnare al mercato per vedere la sua futura sposa. Deluso dalla povertà in cui viveva la bambina, decise di ucciderla per essere sicuro di poter scegliere lui chi sposare. Mandò quindi un suo servitore ad accoltellarla e quando quello tornò, gli disse che l’aveva colpita in mezzo agli occhi. Wei proseguì più tranquillo la sua vita, dimenticandosi di quella storia. Trascorsero quattordici anni senza riuscire però a trovare una sposa adatta a lui. Ormai viveva nella città di Shangzhou, benestante, e il governatore di quella città gli offrì in sposa sua figlia. Finalmente Wei ebbe una moglie e incuriosito da una pezza che le copriva la fronte, le chiese dove si fosse procurata quella cicatrice. Lei rispose che all’età di tre anni un uomo cercò di ucciderla al mercato. Così Wei rivelò tutta la verità e capì che quel vecchietto del tempio aveva ragione: sin dalla nascita siamo destinati a qualcuno e che niente e nessuno può rompere quel legame.

2015-09-16

See ya later

Ultimo giorno ad Ocean City. Sono sopraffatta dalle emozioni tanto che potrei iniziare a ridere per poi ritrovarmi in lacrime in un batter d'occhio.
Questa è stata senz'altro la miglior estate di sempre. Passare tre mesi e più di settemila chilometri lontana da casa non è facile. È stata una sfida venir circondati da una lingua diversa, da una cultura diversa e da un sistema diversi da quello a cui sono abituata. Ma nulla è impossibile. Ci sono stati alti e bassi e ci sono stati momenti in cui mi sono sentita persa, ma sono felice di non aver mollato.
Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza l'aiuto e la pazienza dei miei colleghi di lavoro, delle mie coinquiline, del mio landlord e landlady e della mia famiglia della OCBC. Mi mancheranno tutti.
È una sensazione strana: sono sia felice che triste di partire. Felice perché non vedo l'ora della nuova avventura che mi aspetta (domani m'imbarco direzione Florida) e triste perché odio gli addii. 
Forse per questo preferisco dire: SEE YA LATER!



Last day in Ocean City. I am overwhelmed by emotions. I could start by laughing and end up with crying in a blink of an eye.
This has been so far the greatest Summer ever. Spending three months and six thousand miles away from home is not easy. Being surrounded by a different language, a different culture and a different system made everything more challenging, but not necessarily impossible to overcome. There have been ups and downs and there were moments I felt lost but at the end I am glad I didn't give up.
THIS could have never been possible without the help and patience of my amazing co-workers (you all are amazing and it has been a honor working with you guys!), my beautiful roommates (I know I am not the easiest person ever), my helpful landlords, my church family (you really made Ocean City my second home) and every single person I have met this Summer. I will miss you all & you will never be forgotten.
I am both happy and sad to be leaving. I am happy because I can't wait for the next adventure and sad because I hate goodbyes.
That's why I'd rather say: SEE YA LATER!





2015-08-31

31 Agosto.

Domani è il primo Settembre, giorno che per me ha sempre segnato un po' la fine dell'estate e l'inizio del periodo scolastico.
Rimarrò negli Stati Uniti ancora per un paio di settimane, prima di riprendere l'università ad Ottobre.
Posso solo dire che questi tre mesi sono stati per me ricchi di nuove esperienze che mi hanno anche dato la possibilità di crescere ed arricchirmi (in senso figurato) come persona e di incrociare il mio cammino con tanti altri volti nuovi. Le difficoltà non sono sicuramente mancate, ma è proprio il non essermi arresa dinnanzi ad esse che mi rende sempre più tosta ed orgogliosa del percorso che sto facendo.
L'estate è praticamente volata e mi dispiace solo di non esser riuscita ad aggiornare la pagina e il mio blog quanto avrei voluto, ma purtroppo tra il lavoro e il resto il tempo a mia disposizione è stato davvero ridotto. Ad ogni modo vedrò di preparare qualcosina, un post o un video (ancora non so bene di preciso), per riassumere al meglio queste settimane.



2015-07-04

American Dream

Con oggi sono passate ufficialmente tre settimane dal mio arrivo negli States. Non sono riuscita a trovare del tempo per scrivere qui perché tra lavoro ed altri impegni non sono proprio riuscita a connettermi.
Mi trovo ad Ocean City, una località balneare del Maryland che si affaccia direttamente sull'Oceano Atlantico. Per un'amante del mare come me è decisamente il paradiso. Mi pesa perfino di meno dovermi alzare presto la mattina per andare a lavoro perché con la bicicletta posso percorrere la boardwalk che costeggia la spiaggia e lasciare che la brezza mattutina, unita al profumo dell'oceano, mi spettini i capelli.  È una sensazione indescrivibile e bellissima.
Mi sono adattata fin da subito allo stile di vita americano, complici anche le mie coinquiline e il nostro landlord che ci tratta un po' come se fossimo sue figlie. Stasera ha organizzato una festa in giardino per il 4 luglio: in programma ci sono barbecue, fuochi d'artificio e tanta allegria. La settimana scorsa ci ha invitate invece a fare una vera colazione all'americana con waffles, pancakes, patate dolci, frutta ed altre prelibatezze. Non essendo abituata a mangiare così tanto come gli americani ho preferito provare a piccole dosi un po' di tutto.
Ieri invece era il mio compleanno e dopo aver passato il pomeriggio a saccheggiare Tommy Hilfinger e Coach con la scusa che se non me li faccio io i regali ora che sono lontana da casa non me li fa nessuno, la sera io ed alcune amiche siamo andate a festeggiare al Seacrest, un locale davvero cool con una forte essenza Jamaicana. Ho girato per tutta la serata con una coroncina in testa (idea delle mie coinquiline che mi hanno detto che qui funziona così - fidati!) e ho perso il conto di tutte le persone che vedendomi mi hanno fatto gli auguri e hanno voluto scambiare alcune parole.
Le persone qui sono molto simpatiche e disponibili e anche con i colleghi di lavoro mi trovo benissimo. Parlo inglese dalle 6 alle 8 ore al giorno lavorando al Front Desk del Grand Hotel e sto acquisendo sempre più sicurezza e scioltezza nel parlare con gli sconosciuti. Punto a favore per vincere la mia immensa timidezza :)

Non vedo l'ora dei fuochi artificiali di stasera. Poi ora che ho trovato anche la canotta perfetta per l'occasione, sono pronta per festeggiare anche oggi!

2015-06-01

Di nuovo in partenza.

In questi giorni mi sto preparando fisicamente e psicologicamente  ad un nuovo viaggio, ad una nuova avventura, che mi porterà per un paio di mesi dall'altra parte del mondo.
Ultimamente sono stata molto occupata tra università, esami, progetti ed incontri di vario genere, per cui per un paio di settimane ho lasciato il blog in 'pausa'.
Ma sto per ritornare ad aggiornare con nuove foto e spero nuove storie. Oramai manca davvero poco.
Vorrei condividere un pensiero che risponde alle numerose domande che mi capita di ricevere sul perché mi piaccia tanto viaggiare e sul perché sono sempre in giro. Questa è la mia risposta:

Il bello del viaggiare e di scoprire posti nuovi è che in ognuno di questi lasci almeno un pezzettino del tuo cuore, a tal punto da aver lasciato il cuore in talmente tanti posti che diventa inevitabile non sentirsi parte di qualcosa di più grande, sentirsi cittadino del mondo.

A prestissimo :)
 In these days I am getting physically and psychologically ready for a new journey, a new adventure that will lead me on the other side of the world. I have really been busy lately because of university, finals, projects and meetings and that's the reason why I had to set my blog in the 'pause' mode. But now I am finally back with new photos and hopefully new stories. It's just about time.

I would also like to share my answer to all those people who keep asking me why I absolutely love traveling:

The best part of traveling and discovering new places is that you leave a tiny piece of heart in each place you visit, therefore it's absolutely normal to feel part of something bigger, to start considering yourself as citizen of the world.
 See you very soon! :)